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Economia. Cresce il
numero delle imprese di cittadini stranieri: nel 2003 sono oltre
139mila
MILANO - Aumentano le imprese dei cittadini
immigrati, con un più 16% che fa riflettere.
Uno studio della Camera di Commercio di Milano, ha rilevato infatti
come nei primi nove mesi del 2003 le ditte individuali di
extracomunitari siano cresciute, rispetto ai primi mesi del 2002, del
16,3%, a fronte del +0,2% del totale delle imprese italiane.
In tutto raggiungono quota 139.380, il 4,1% delle imprese esistenti
in Italia.
Una realtà importante, quella delle imprese etniche, anche dal punto
di vista dell'offerta di lavoro: tra titolari e collaboratori,
infatti, l'impresa gestita da stranieri offre lavoro a 230 mila
persone nel nostro Paese, tra cui 30 mila cittadini italiani.
Molto variegato il panorama dei paesi di provenienza di questi
imprenditori, con al primo posto il Marocco (17%), seguito dalla Cina
(10,9%), dal Senegal (7%), dall'Albania (6%) e dalla Romania, che
insieme a Tunisia e agli altri Paesi slavi incide per il 4%.
Più vivace fra tutte la crescita della comunità albanese, con 2.389
nuove imprese all'attivo (+36,6%), e di quella romena (+35,4% con
1.566 nuove imprese), mentre le ditte pachistane sono aumentate del
31,9% con 518 nuove attività.
Alla provenienza geografica, poi, corrisponde un preciso campo di
specializzazione, che va da quello manifatturiero (13,5% del totale),
della ristorazione e dell'ospitalità (3,2%), prevalenti tra i
cinesi, alle costruzioni (23% del totale) che vanno per la maggiore
tra albanesi ed egiziani, mentre i marocchini sono più inclini al
commercio (42,8% del totale).
Tra le regioni con maggiore presenza di imprese gestite da immigrati
c'é la Lombardia, dove risiede il 17,7% del totale delle imprese
extracomunitarie, seguita dalla Toscana (10,5%) e dall'Emilia Romagna
(9,3%). Il Lazio (+20,1%) guida però il tasso di crescita, davanti
all'Emilia Romagna (+19,7%) e alla Lombardia (+19,3%).
A Milano, secondo uno studio della Camera di Commercio pubblicato nel
volume 'Immigrati Imprenditori', su un campione di 15 imprese edili
egiziane, 8 hanno una vita media compresa tra 5 e 10 anni, mentre 7
hanno superato i 10.
"Sono un elettricista - racconta un imprenditore - e faccio
lavori che riguardano la parte elettrica, sia nella costruzione di
edifici, sia nelle ristrutturazioni, a volte mi capita di prendere
lavori per i quali faccio lavorare artigiani, imbianchini e
muratori".
Allo stesso modo un collega che esegue "manutenzione di
palazzi", conta tra i propri "dipendenti e
collaboratori" persone che "si occupano di muratura,
imbiancatura, idraulica". Così, sempre tra le 15 imprese edili
egiziane, 5 hanno un solo dipendente, altrettante ne hanno più di 2
e meno di 5, 4 ne hanno da 6 a 10 e una sola supera i 10 dipendenti.
Di queste imprese 7 ricorrono solo a collaboratori di nazionalità
egiziana, 5 fanno riferimento più in generale a stranieri e 3 si
servono anche di italiani. Per il reclutamento 8 ditte si affidano a
gente del mestiere, 4 al passaparola tra amici e conoscenti mentre 3
si affidano a una parrocchia.
11 febbraio 2004
s.c. www.stranieriintialia.it
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