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Unioncamere
Nel 2004 previste 195mila assunzioni di lavoratori
extracomunitari
Indagine Excelsior sul fabbisogno di manodopera straniera delle
imprese. Gli infermieri professionali sono i lavoratori più difficli
da reperire
ROMA - Quest'anno 195mila assunzioni programmate
dalle imprese italiane, il 28,9% del totale, riguardano lavoratori
extracomunitari.
A ridosso della polemica
tra il ministro del Lavoro Roberto Maroni e Confindustria sulla
manodopera straniera, UnionCamere pubblica i dati dell'indagine
Excelsior 2004 condotta su un campione di 100mila imprese di ogni
dimensione e settore di attività.
"Il nostro sistema produttivo vuole crescere e il lavoro è una
risorsa irrinunciabile per lo sviluppo - dice il presidente di
Unioncamere Carlo Sangalli - Oggi questo percorso passa necessariamente
per la valorizzazione del lavoro degli immigrati, a partire da un
orientamento dei flussi regolari sulla base di quello che serve
effettivamente alle imprese".
Le professioni più richieste
I più difficili da trovare per le aziende sono gli infermieri
professionali: sono quasi 3mila gli addetti con questa specializzazione
che le imprese cercano tra gli extra-comunitari, e nell'88,4% dei casi
l'assunzione è giudicata difficile. Tra le professioni tecniche (che
totalizzano 11.651 richieste) sono particolarmente difficili da assumere
i 640 tecnici dei processi, della programmazione e della qualità (il
66,4% delle assunzioni si presenta problematico).
Bassa, viceversa, la difficoltà di reperimento tra le professioni
esecutive di tipo amministrativo (solo una su quattro delle 6.619
assunzioni è ritenuta difficoltosa) e tra il personale non qualificato
(oltre 56mila richieste, il 26,5% delle quali potrà avere difficoltà
ad essere soddisfatta).
Campanello di allarme, invece, per le professioni operative
specializzate. Oltre il 60% degli appartenenti a questo gruppo (53.442
le unità richieste dalle imprese), è giudicato difficile da assumere,
con punte del 71% per saldatori e tagliatori e di oltre il 67% per
elettricisti e addetti alla costruzione di utensili e prodotti
metallici.
Mediamente difficoltose (anche in questi casi con particolari problemi
su alcune professioni) le assunzioni di addetti nelle vendite e dei
servizi per le famiglie (in tutto 33.617 unità) e i conduttori di
impianti e operatori ai macchinari (30.481 addetti da assumere). Nel
primo gruppo di professioni, parrucchieri ed estetisti (70% di difficoltà),
addetti alle vendite nella grande distribuzione (66%) e cuochi (59%)
figurano tra le professioni più contese o introvabili sul mercato.
Quanto al secondo gruppo, sono gli addetti agli impianti di fusione dei
metalli a scarseggiare (1.058 unità, oltre il 60% dei quali giudicati
"difficili" da assumere).
Dove servono i lavoratori immigrati
Il Nord-Est si conferma l'area più "affamata" di occupazione
e, pertanto, più disponibile ad accogliere una quota maggiore di lavoro
extracomunitario, con un massimo del 32,9% di assunzioni rispetto al
totale dell'area. Segue il Nord-Ovest (30%), dove si registra la
riduzione più consistente (5,2 punti percentuali) rispetto all'anno
precedente. In termini assoluti, tuttavia, è qui che si concentra il
numero massimo di occupati previsti (poco meno di 59mila unità), mentre
si attesta oltre quota 54mila la domanda delle imprese del Nord-Est. In
termini percentuali il contributo più ridotto all'occupazione extraUE
è quello del Mezzogiorno (24,8% del totale delle assunzioni previste
nell'area), mentre in valore assoluto sono le regioni del Centro (con
circa 37mila unità complessive) a prevedere il minor numero di
assunzioni non UE.
La dimensione d'impresa
L'analisi della domanda di lavoratori extra-comunitari per dimensione
d'impresa evidenzia come, in termini relativi, la quota più
significativa del fabbisogno di personale extracomunitario proverrà nel
2004 dalle medie imprese (quelle con dipendenti compresi tra 50 e 249
unità), che prevedono di destinare a questa componente una quota
massima del 35,1% della nuova occupazione. Seguono le imprese
medio-grandi e grandi (oltre 250 dipendenti), che indicano un massimo
del 33%. Ultima per importanza relativa (il 25,1% del totale degli
assumendi), ma prima in termini assoluti (75mila unità da occupare), si
colloca la classe delle imprese piccole e piccolissime (tra 1 e 9
dipendenti).
I settori
Nell'industria risulta superiore al 30% del totale la domanda espressa
dall'industria dei metalli (35,8%), dalle costruzioni (34%) e
dall'industria del legno e del mobile (32,3%). In termini assoluti, con
oltre 35mila unità da assumere potenzialmente, il settore delle
Costruzioni si conferma il volano dell'occupazione extracomunitaria nel
nostro Paese, seguito a lunga distanza (oltre 12mila unità)
dall'industria dei metalli.
Quanto ai servizi, si conferma molto elevata la quota di immigrati
extracomunitari richiesta dalla sanità privata (il 43,2% del totale del
personale da assumere), dai servizi ricettivi e turistici (il 33,6%) e
dai trasporti e servizi postali (il 33,1%). In termini assoluti, oltre
26mila potranno essere gli extracomunitari assunti nei servizi operativi
alle imprese, più di 18mila quelli che potranno trovare lavoro nel
turismo e circa 14mila quelli cui si rivolgerà la richiesta dei settori
del trasporto e del commercio al dettaglio.
Giovanni
Senatore
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