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Introduzione

       I cittadini stranieri regolarmente residenti in italia sono ormai 2 milioni e seicento mila, il 4,5% della popolazione. In Italia c'è un immigrato ogni 22 abitanti.

       Il 27.10.2004 la Caritas ha presentato i dati del suo Dossier Statistico immigrazione, giunto ormai alla quattordicesima edizione e aggiornato al 2003.


       La popolazione straniera residente al 1° gennaio 2001, secondo le registrazioni anagrafiche dei comuni italiani, era pari a 1.464.589 unità. Secondo dati ISTAT, elaborati sulla base di dati del Ministero dell’Interno, l’area geografica più rappresentata è quella costituita dai paesi dell’Europa centro-orientale: il 27% del totale degli immigrati. Mediamente, la presenza di immigrati dai paesi dell’Est è cresciuta del 20% l’anno. Se il numero dei permessi di soggiorno rilasciati agli stranieri comunitari nel 1992 era di 100.404, superiore a quelli rilasciati ai cittadini non comunitari provenienti dall’Europa Centro-orientale - soltanto 86.471, il loro rapporto cambia notevolmente nel 2000: rispettivamente 145.863 e 363.445.

       Dal 1° gennaio 1992 al 1° gennaio 2000, i cittadini provenienti dell'Europa centro-orientale sono aumentati da 86mila a 363mila. Negli anni 1993-94, le presenze sono cresciute soprattutto per effetto degli ingenti flussi di ingresso dalla ex Jugoslavia, che diventa un paese a forte pressione migratoria, dovuta alla guerra. Nel 1992 i cittadini dell’ex Jugoslavia costituiscono la quarta comunità degli immigrati in Italia con 26.727 – individui, mentre nel 1999 e 2000, considerati nel complesso, gli stati della ex Jugoslavia raggiungono, rispettivamente 73.492 e 82.067 unità, situandosi al terzo posto fra tutte le comunità straniere, preceduti solo da Marocco e Albania.

       Da questi dati, dalla consapevolezza di una non sempre adeguata padronanza della lingua italiana degli immigrati e dalla mancanza assoluta di una guida in lingua croata al complesso sistema delle leggi che determinano la condizione dello straniero in Italia, è nato il sito internet www.croatinitalia.com nel luglio del 2001.  

       Il sito in questione è stato il primo esempio di diffusione in rete di informazioni sui principali diritti e i doveri degli stranieri non comunitari in Italia in lingua croata (una lingua comprensibile in quasi tutta la ex Jugoslavia), pertanto diretto a circa ventuno milioni di persone.

       Gli ambiti oggetto di spiegazione e traduzione, che sono stati sviluppati e resi comprensibili a cittadini dei paesi dell’ex Jugoslavia considerando il fatto che la lingua croata è comprensibile in tutta l'area, sono quattro.

        Tenendo conto dei dati del Ministero dell'Istruzione che collocano gli studenti dell'ex Jugoslavia al secondo posto con 10,62% sul totale degli studenti extracomunitari presenti nelle università italiane negli ultimi anni, si è voluta trattare in modo approfondito la normativa inerente al sistema universitario italiano e ai diritti e doveri degli studenti stranieri, cercando di dare risposte agli interrogativi più frequenti.

         Di seguito, in ordine di rappresentazione è stato affrontato il tema del soggiorno in Italia, riportando informazioni sulle rappresentanze consolari e quali siano i presupposti oggettivi per soggiornare in Italia legalmente; quindi sono state illustrate le modalità di richiesta delle varie tipologie dei permessi di soggiorno e della carta di soggiorno. Sono state riportate, inoltre, altre informazioni utili circa l’ottenimento dei principali documenti d’identità.

Un numero significativo dei permessi rilasciati ai cittadini stranieri nel 2000 è costituito da quelli concessi per motivi di lavoro (61,7% di tutti i permessi). Pertanto, una terza parte è stata dedicata al lavoro in Italia puntualizzando come di recente vi sia stata una  restrizione significativa nella concessione dei permessi di soggiorno per lavoro derivante dalla legge Bossi-Fini, che ha imposto limiti all’ingresso e l’obbligo della stipula del contratto con il datore di lavoro italiano prima dell’ingresso nel territorio nazionale, togliendo la possibilità per lo straniero di venire in Italia grazie ad un semplice “sponsor” per la ricerca del posto di lavoro.

Dai dati Caritas del 2002, elaborati su dati MIUR, si evince che il 91,4% delle acquisizioni di cittadinanza italiana tra il 1990 e il 2000 sono avvenute a seguito del matrimonio. Prevalgono, infatti, gli europei con 44,3%, in particolare quelli dell’Est, che arrivano al 36,6%. La quarta parte è stata dedicata ai requisiti e alle procedure per l'acquisizione della cittadinanza italiana, come ultimo fronte per un inserimento definitivo, pertanto sono state riportate le modalità dettate dalla legge n. 91 del 1992.

Ritenevo fondamentale portare a conoscenza dei diritti e doveri vigenti in Italia persone che vivono in altri paesi e sperano di emigrare per svariate ragioni, quali ad esempio, la ricerca di una possibilità d’impiego. Attraverso internet sarei arrivata là dove spesso l’attenzione di autorità diplomatiche e di associazioni culturali non arriva.

La gente immigrata in Italia sovente si trova a intraprendere i cosiddetti "viaggi della speranza" varcando frontiere senza conoscere modalità d’ingresso e i necessari e primari adempimenti legali, andando spesso incontro a gravi difficoltà ed esperienze devastanti.

La consapevolezza che la vita del cittadino italiano medio non è quella rappresentata nelle sontuose trasmissioni che i mass media italiani e stranieri diffondono nell’etere per chi arriva in Italia senza adeguata preparazione è spesse volte acquisita al prezzo di profonda amarezza.

 La conoscenza preventiva di certe norme avrebbe sicuramente messo al riparo chi ha dovuto subire la disillusione dell'impatto con un mondo fatto di regole e cavilli burocratici più che di quel benessere ostentato in TV. I sogni dei molti che hanno ricevuto decreti di espulsione e che hanno violato leggi italiane spesso inconsapevolmente si sono infranti quasi come in un incubo. Vorrei fornire a riguardo solo un dato: le persone provenienti dall'ex Jugoslavia rintracciate ai confini e sulle coste e respinte dal territorio italiano nei primi nove mesi del 2000 sono state 5.853 pari al 18% sul totale.

Buona navigazione!

Silvana Ramljak

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Silvana Ramljak 2001-2004 Copyright ©                                                                                     e-mail: croatinitalia@libero.it