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Storia della Croazia Intorno all'anno 305 avanti Cristo i romani conquistano
la costa orientale dell'Adriatico , l'imperatore romano Diocleziano si
trasferisce al suo palazzo nell'odierna Split intorno all'anno 600, nell'anno
852comincia l'immigrazione dei Croati nell'odierno territorio della Croazia, il
re Trpimir emana il documento in cui si menziona per la prima volta il nome dei
Croati negli atti Ufficiali. Nel 1102-dopo la morte dell'ultimo re nostrano Petar Svacic, la Croazia entra a far parte dell'unione personale con l'Ungheria. Nel 1242 il re Bella promulga la bolla d'oro con la quale dichiara Zagreb città libera regale. Nel 1433 cominciano i preparativi per l'organizzazione della difesa contro iturchi, i quali conquisteranno la maggior parte del territorio Croato. Nel 1527 conformemente al decreto del parlamento croato (Sabor) la dinastia degli Asburgo sale al trono. Dal 1527 al 1564 gli Asburgo ebbero il potere e per proteggersi dai Turchi, crearono un importante confine militare: la "Vojna Krajna". Nel 1683 la potenza ottomana si stava indebolendo e da li alla fine del secolo la Croazia riuscì a riconquistare parecchi dei suoi territori.
La Croazia rimase sotto la dominazione ungherese fino al 1848 e dopo la caduta di Venezia (nel 1797) venne annessa all'Austria. Durante l'Impero Napoleonico, nel 1808, la Reppublica di Ragusa perse la sua indipendenza; ma con la caduta di Napoleone la Dalmazia venne ripresa dagli Asburgo fino al 1918. Di particolare importanza, nel 1827 gli ungheresi imposero la propria lingua ai croati, i quali, pur se molto deboli diventavano sempre più nazionalisti. Nacque così il risorgimento nazionale croato, chiamato "movimento illirico", sotto la guida di Ljudevit Gaj. Questo movimento, che puntava sul panslavismo che celebra la grandezza dell'unità nazionale di tutti i popoli slavi, venne rifiutato dai serbi e dagli sloveni, mentre venne appoggiato dai viennesi in quanto indeboliva il potere ungherese all'interno della Croazia stessa. In poco tempo, ed a seguito del "movimento illirico", il croato divenne la lingua ufficiale e vennero istituiti un esercito ed una propria banca, mentre furono aboliti i ceti privilegiati e venne fondato il Sabor, un organo di commando. Negli anni seguenti il Sabor chiese il federalismo agli Asburgo, con governi indipendenti ed un parlamento centrale a Vienna; ma gli Ungheresi respinsero il progetto croato di ristrutturare l'Impero Asburgico e fu così che scoppiò nuovamente la guerra. Gli anni a seguire viderò il sorgere di numerose realtà ideologiche, spesso molto diverse tra loro. Da una parte si sosteneva il federalismo (con Ivan Mazuranic), da un'altra l'unione di tutti gli slavi del sud (con il vescovo Strossmayer) ed infine l'indipendenza totale (con Ante Starcevic). Nel 1867, a seguito della riorganizzazione dello stato asburgico, Croazia ed Ungheria si riavvicinarono, anche se la prima dovrà ancora subire la seconda.
A inizio secolo la monarchia asburgica tentò di trasformarsi in una confederazione danubiana (con Stjepan Radic) ed il 28 giugno 1914 venne assassinato a Sarajevo, per mano di un giovane studente serbo, il principe ereditario d'Austria Francesco Ferdinando. Fu questo l'episodio che fece scoppiare la prima Guerra Mondiale, che durerà quattro anni. In seguito la Croazia proclamò la propria indipendenza, ed il 29 ottobre 1918 si unì alla Slovenia ed alla Serbia. Il 1° dicembre 1918 si unirono ufficialmente il regno di Serbia, di Montenegro, della Croazia e della Slovenia (tutti governati dai Karadjordjevic, un'antica dinastia serba), ma la convivenza di queste popolazioni non fu delle migliori, anche a causa della disastrosa situazione economica e del centralismo serbo. Il 12 novembre 1920 (con il trattato di Rapallo) l'Istria, Zara, Cherso, Lagosta e Pelagosa passarono all' Italia, e così Fiume, nel 1924. I croati non si dimostrarono felici di queste annessioni e, il 6 gennaio 1929, Karadjordjevic decide di imporre la dittatura, mentre la Croazia entra a far parte del regno di Jugoslavia. L'opposizione al regime aumenta e nel 1934 re Aleksander viene ucciso dai separatisti croati e macedoni. Siamo alla vigilia della seconda guerra mondiale quando la Croazia diventa autonoma nell'ambito del regno Jugoslavo. E nel marzo del 1941 i tedeschi invadono la Jugoslavia, e dopo soli nove giorni il paese capitola. Quando Hitler e le sue truppe entrano a Zagabria, il 10 aprile 1941, Ante Pavelic (capo degli Ustascia) proclama lo Stato Croato Indipendente. Di fatto, però, la Croazia viene divisa in due parti: la costa e le isole dalmate vengono assegnate all'Italia, mentre la regione di Medimurje viene data al dittatore ungherese Horty. Fu in questo periodo che, con a capo Josip Broz Tito, inizia ad organizzarsi la lotta partigiana finchè, il 29 novembre 1943, viene costituito un nuovo Stato Federale Jugoslavo. Italia e Germania vengono sconfitte e nel 1945 si compone il primo governo guidato dai comunisti: il 29 novembre viene abolita la monarchia e proclamata la repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia con presidente Tito, che cercherà di mantenere uniti i diversi popoli che la componevano. Anche se il comunismo jugoslavo era più liberale di quello sovietico, tuttavia non consentiva grosse aperture verso l'occidente. Ed il 4 maggio 1980, ad 88 anni, muore Tito e con lui la sua forza "collante". Con la morte di Tito, in pratica, si può dire che ha fine la repubblica socialista Jugoslava. La crisi economica è fortissima e le diversità delle varie repubbliche diventano sempre più profonde ed evidenti. Slovenia e Croazia (economicamente più ricche) cominciano a ribellarsi al potere centralistico di Belgrado, dove nel mentre cresce il nazionalismo di Slobodan Milosevic, che nel nome della grande Serbia, decide di abolire l'autonomia delle province del Kosovo e della Vojvodina. Ha inizio una delle più drammatiche e tristi tragedie dei giorni nostri. In Croazia, alle elezioni, vince la comunità democratica croata (HDZ), ma i serbi che vi abitano non accettano le nuove autorità. La Krajna (ex confine militare degli Asburgo) viene proclamata serba. La Slovenia e la Croazia indicono un referendum, proponendo di trasformare la Jugoslavia da federale in una confederazione di stati sovrani. La quasi totalità della popolazione si dimostra favorevole ed il 25 giugno 1991 la Croazia e la Slovenia si proclamano indipendenti. Due giorno dopo, l'esercito jugoslavo entra in Slovenia. E dopo una guerra lampo di una settimana, entra in Croazia. Inizia una guerra feroce, il cui simbolo è la città di Vukovar, rasa al suolo dopo tre mesi di assedio. I numeri sono impressionanti: ci furono 12.000 morti, 20.000 feriti e 300.000 profughi. Il 15 gennaio 1992 la Croazia viene riconosciuta membro dell' ONU e nel novembre 1995 croati e serbi firmano un trattato di pace. La Croazia resta sotto la guida dell'HDZ con il primo presidente croato Franjo Tudman, fino alla sua morte. Oggi la Croazia è uno stato libero e democratico. Ci sono ancora molte difficoltà economiche, dovute alla recente guerra, ma la volontà di ricostruzione economica e sociale è molto forte e, già da tempo, il processo di risalita è ben avviato. A così breve distanza di tempo la Croazia, oggi, è nuovamente il paese ospitale e ricco di posti meravigliosi che per tanto tempo hanno accolto turisti da ogni parte d'Europa. La guerra, ormai, è soltanto un brutto ricordo e le meravigliose coste di questo paese sono tornate ad essere una delle mete estive preferite per gran parte dei turisti nell'Adriatico. |
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Silvana Ramljak 2001-2004 Copyright © e-mail: croatinitalia@libero.it |
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